Blog costituzionale

Articoli di Verfassungsblog tradotti dal tedesco al Vogon e dal Vogon all’italiano.

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Mercato della mala gestione

Ogni giorno ci affidiamo ai consigli di medici, avvocati, ingegneri, commercialisti, architetti e farmacisti. Eppure, con una decisione dirompente, la Corte Suprema ha recentemente annullato il divieto del Colorado sulla “terapia di conversione” per i minori, in un’opinione che minaccia di minare la consulenza professionale su cui tutti noi facciamo costantemente affidamento. Il ragionamento della Corte è semplicemente insensato nel contesto della comunicazione professionale su cui tutti noi ci basiamo costantemente.

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La maggioranza dei due terzi è essenziale, ma non sufficiente.

Possiamo ora iniziare a ricostruire la nostra democrazia e il nostro costituzionalismo. Il partito TISZA, guidato da Péter Magyar, ha ottenuto la maggioranza costituzionale il 12 aprile 2026. Questa ampia autorizzazione democratica consente la creazione di una nuova costituzione, ma ci vorrà tempo, molto impegno e un’attenta riflessione. Una maggioranza costituzionale fornisce una forma eccezionale di autorizzazione democratica. Tuttavia, soprattutto nei contesti di ricostruzione, rischia di riprodurre gli stessi modelli di potere legislativo concentrato ed escludente che hanno caratterizzato il regime precedente.

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Né ciò di cui l’Italia aveva bisogno, né ciò che meritava.

Il 22 e 23 marzo 2026, l’elettorato italiano ha respinto una riforma costituzionale del sistema giudiziario. Questa votazione, pur non essendo destinata a infliggere un colpo decisivo al governo Meloni, ha già avuto notevoli ripercussioni politiche, in primis le dimissioni di due figure chiave del Ministero della Giustizia. Tuttavia, se si considera il più ampio contesto politico italiano, è eccessivo concludere che avrebbe spinto l’Italia in una direzione simile a quella dell’Ungheria.

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Dopo il crollo

Dieci anni dopo l’inizio della campagna del governo ungherese contro la Central European University, l’Ungheria si trova ora sull’orlo di una svolta politica: elezioni che potrebbero finalmente scuotere il sistema costruito da Fidesz. Con il leader dell’opposizione Péter Magyar in testa ai sondaggi, una vecchia previsione si sta improvvisamente avverando. Eppure, ciò solleva un interrogativo ancora più inquietante: anche se il sistema dovesse crollare, l’Ungheria sarà in grado di ricostruire ciò che un tempo si è dimostrato così vulnerabile alla cattura illiberale?

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Una vittoria che non è

La scorsa settimana, il governo degli Stati Uniti ha chiesto alla Corte Suprema di avallare il suo tentativo di utilizzare la regola di attribuzione della cittadinanza del paese al servizio della sua agenda anti-immigrazione. La questione in discussione era la costituzionalità e la legalità dell’Ordine Esecutivo 14160 del Presidente. Esso mira a negare la cittadinanza ai figli nati da madri non cittadine prive di documenti o legalmente ma temporaneamente presenti e da padri non cittadini sprovvisti di carta verde. Dopo l’udienza di mercoledì, vi è un ampio consenso sul fatto che la Corte difficilmente lo farà.

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